GLI ALIMENTI
Identificati i fabbisogni,
non rimane che comporre la razione
utilizzando gli alimenti e cioè:
i foraggi
le granaglie
i mangimi semplici
i mangimi complessi
le integrazioni.
Per poter valutare questi
alimenti rispetto alle loro caratteristiche
nutrizionali, si utilizzano metodi diversi.
Sono tutti metodi validi, ma con alcuni
limiti; lo scopo e’ di avere un unico valore
di riferimento. Oggi, vista la complessita’
ed i molteplici elementi che concorrono ad
una valutazione piu’ completa dell’alimento
stesso, sono meno usati.
Un elenco:
·
U.F.
Metodo delle “unita’
foraggere”, fa riferimento alla
trasformazione di Kg 1 di orzo in latte o
carne, per
i bovini, o carne per i suini (UFl, UFc). E’ un dato
incompleto che non tiene conto, ad esempio,
della trasformazione dei cibi da parte di
altre specie animali.
Oggi questo metodo si e' evoluto e vi sono
riferimenti per quanto riguarda i cavalli,
le UFCv.
·
T.D.N.
Metodo riferito all’energia
contenuta negli elementi nutritivi
digeribili, (total digestible nutriens), un
passo avanti rispetto al metodo precedente.
Consiste nella somma delle quantita’
percentuali digeribili delle proteine, dei
grassi, delle fibre e degli estrattivi
inazotati, moltiplicati per un coefficiente.
Non tiene conto dell’energia spesa per la
digestione dell’alimento stesso. Ha comunque
dato lo spunto per determinare altri sistemi
che tengono conto dell’energia in modo piu’
completo: energia digeribile,
metabolizzabile, netta, produttiva.
·
C.U.D.
Coefficiente di Utilizzazione
Digestiva.
Altri sistemi si riferiscono
alle “unita’ amido” e altro; sono
essenzialmente sistemi di misurazione
utilizzati soprattutto per i ruminanti.
IL FIENO
Le piante foraggiere
utilizzate sono molte, fresche o essiccate,
e sono divise in grandi gruppi, i piu’
conosciuti sono “graminacee e leguminose”,
altri sono crucifere, solanacee,
ranuncolacee, ecc. ecc.
Naturalmente ogni essenza ha
sue peculiari caratteristiche e sarebbe
molto utile avere la possibilita’ di
sceglierne alcune piuttosto che altre.
Purtroppo cio’ e’ impossibile, e’ gia’ buona
cosa avere un fieno sano senza muffe e poco
inquinato.
Proviamo ad immaginare
un’erba tagliata lungo un’autostrada, fino
a 100-120 metri i vegetali sono molto
contaminati, e gli animali che si cibano di
questa erba hanno accumuli di metalli
pesanti in tutti gli organi fino a 20 volte
piu’ elevati del normale.
Che fare a questo punto?
Poiche’ il fieno e’
generalmente nelle
mani dei commercianti, che acquistano dai
produttori per poi rivendere, e’ molto
importante che si approvvigionino in zone a
basso tasso di inquinamento, che siano
sicuri della qualita’ del fieno e delle
tecniche di raccolta, e che, possibilmente,
la qualita’ sia costante nel tempo. Se fosse possibile stoccare
il fabbisogno di fieno per 6 mesi, o piu’,
sarebbe molto utile un’analisi chimica;
questo renderebbe piu’ semplice il lavoro
dell’alimentarista e soprattutto molto piu’
mirato. I fieno rimane in ogni caso
la base alimentare per ogni cavallo, svolge
funzioni di estrema importanza ed e’
assolutamente insostituibile. In
linea di massima i fieni della fascia
mediterranea, Spagna, Francia, Italia,
Slovenia, sono tra loro abbastanza simili,
nel senso che la grande variabilita' e' piu'
che altro nei macroelementi, Ca, P,
piuttosto che nei microelementi. Differenze
sostanziali sono presenti, al contrario, nei
fieni americani o nord-europei.
GLI INSILATI
Un breve accenno a questi
alimenti. L’insilaggio e’ un metodo di
conservazione dei foraggi che si basa su
processi fermentativi con produzione di
acidi diversi, lattico, propionico, che
svolgono una funzione di conservativi
naturali. Gli acidi si formano a spese
degli zuccheri. Molto usati nei bovini, meno
nei cavalli, almeno nel nostro Paese; al
nord, Olanda, Danimarca, vengono utilizzati
con buoni risultati. Oggi vi sono alcuni
tentativi sperimentali di utilizzo
dell'insilato anche per cavalli, è
necessario, però, fare molta attenzione alle
muffe che possono facilmente prodursi
all'interno della massa con
catastrofiche conseguenze soprattutto
riferite
all'apparato immunitario del soggetto.
LA PAGLIA
Ecco un altro alimento che e’
stato pressoche’ abbandonato come tale. Un
vecchio proverbio dice “vale piu’ una buona
paglia che un cattivo fieno”, ed ha
perfettamente ragione, la paglia e’ a tutti
gli effetti un alimento ottimo per il
cavallo. Ha la caratteristica di distendere
le membrane dell’intestino e di attivare i
succhi gastrici.
Frammista all’avena, dopo
trinciatura, e’ utile per calmare i cavalli
ardenti ed irritabili. Il grosso problema,
nella paglia, sono i depositi di sostanze
altamente inquinanti derivate dall'uso di
diserbanti.
I MANGIMI
SEMPLICI
Le granaglie, i loro
sottoprodotti, crusche, panelli, ecc.,
fettucce di barbabietola, trebbie di birra,
sono tutti mangimi semplici. Sono molto importanti e
non sostituibili con nessun altro tipo di
mangime; hanno molte caratteristiche
positive:
·
facile reperibilita’
·
alta
concentrazione di proteine nobili
·
alta
digeribilita’
·
discreto contenuto di vitamine e sali
minerali
·
facile conservabilita’
Non hanno controindicazioni
d’uso, pero’ devono essere ovviamente usati
con normale cautela; ad esempio un eccesso
di avena puo’ portare, in alcuni soggetti,
ad eccessiva esuberanza, eccesso di soia genera
scompenso a livello proteico, i semi di
lino, se ingeriti crudi, liberano un
glucoside pericoloso, e cosi’ via. In genere le problematiche
sono legate ad un eccesso di alimento, o ad
un deterioramento dello stesso.
Le granaglie da usare:
·
Avena
·
Orzo
·
Grano tenero
·
Mais
·
Soia
E' buona norma miscelare le
granaglie tra loro e non usare un'unica
granaglia come fonte proteica. Normalmente
l'avena deve entrare nelle miscele almeno
per il 40%, soprattutto per i puledri.
Autori moderni indicano, invece, l'avena
come il cereale per eccellenza del cavallo e
suggeriscono di somministrarlo come unico
alimento. Il segreto, pero', sta nel numero
delle volte che l'alimento deve essere
assunto, anche 20 al giorno. Va da se' che
diventa obbligatorio l'uso di macchine
automatiche.
Tre principi fondamentali:
Gli alimenti devono essere
crudi, i processi di trasformazione
derivanti dalla cottura (in acqua, vapore o
altro) non sono utili al cavallo.
Gli alimenti devono essere
asciutti, ci pensa la natura a far si
che la saliva inzuppi più che a sufficienza
il cibo ingerito.
Gli alimenti devono essere
interi, così come sono stati creati,
senza inutili trasformazioni, anche in
questo caso la natura ha provveduto a
fornire il cavallo di grossi denti per
masticare il cibo.
Una masticazione
convenientemente prolungata fa si che il
cavallo irrori di saliva la massa da
ingerire, che frantumi completamente le
granaglie, che mantenga in ordine le tavole
dentarie consumando i denti che hanno la
caratteristica di crescere continuamente, e
di soddisfare la "fame" a livello
psicologico, per cui il cavallo è più
tranquillo e rilassato.
Tra i mangimi semplici ve ne
sono alcuni meno conosciuti che potrebbero
essere vantaggiosamente utilizzati:
·
Polpe di barbabietola
notevole energetico, al pari
dell’avena, considerato adatto solo a
cavalli non sportivi, ponies o cavalli da
maneggio, in realta’ sono ottime per tutti i
tipi di cavallo
·
Panello di cocco
molto in auge all’inizio del
secolo oggi messo da parte, molto valido
come ingrassante per cavalli particolarmente
debilitati o fattrici lattanti
·
Fave
contengono rame in buone
quantita’, migliorano la resistenza alla
fatica, molto usate negli stalloni per
aumentare lo stimolo sessuale
·
Patate
molto usate nei paesi nordici.
·
Pula
e grana verde di riso
ben accettata, e’ molto
valida come energetico, facilmente
deteriorabile (attenzione a non confondere
la pula con la lolla di riso
che viene usata come lettiera al posto della
paglia o del truciolo di legno)
·
Olio
vegetale
preferire quello di mais o
soia, ottimo energetico
FIOCCHI DI
CEREALI
Il termine si applica alle
granaglie che vengono schiacciate per
laminazione dopo aver subito un trattamento
termico; normalmente sono preventivamente
decorticate, avena e orzo, oppure
degerminate, mais. Il cereale viene
surriscaldato a vapore secco a temperature
diverse e per un tempo piu’ o meno lungo,
quindi passato tra cilindri rotanti che lo
riducono a lamina. I vantaggi della fioccatura
sono molti: la temperatura trasforma
parzialmente l’amido in destrine, e la
maggior superficie dopo la laminatura rende
piu’ agevole l’intervento dei succhi
gastrici.
Caratteristiche dei fiocchi:
·
pochissima fibra
·
maggire digeribilita’ e maggior valore
nutritivo
·
glucidi in gran parte destrinizzati
·
maggior capacita’ di assorbimento d’acqua
Usi:
utilizzati in miscele da
svezzamento per suinetti, antistress, ove siano presenti
disturbi gastro-enterici, nella produzione
del vitello a carne bianca, ora
fortunatamente, abbandonata, e simili.
Controindicazioni:
nessuna, in pratica, purche’
la qualita’ della granaglia sia a buon
livello; sono di deperibilita’ molto
elevata mancando la protezione del tegumento
esterno. Vanno somministrati molto freschi.
Il fioccato inizia a deperire nel momento
stesso in cui viene prodotto; è buona norma
non somministrare un fioccato più vecchio di
qualche giorno.
Il fiocco non favorisce la
masticazione, i cavalli si abituano ad
ingerirlo con rapidità, essendo molle, e non
irrorano la massa con la giusta quantità di
saliva (un cavallo di 500 Kg dovrebbe
produrre circa 40 litri di saliva al giorno)
preferendo ingerire acqua. L'effetto finale
parrebbe lo stesso, ma, di fatto, vi sono
scompensi a livello digestivo. L'alimento
molle, fioccato e mangime in pettets, è
adatto ai ruminanti che hanno la
masticazione differita rispetto
all'ingestione, il cavallo, monogastrico
erbivoro, deve masticare prima di ingerire
l'alimento. La miscelazione con sali
minerali e vitamine non può essere fatta a
livello meccanico, soprattutto per il
diverso peso specifico degli elementi, la
manipolazione dei sacchi porta ad una
scissione delle parti più pesanti rispetto a
quelle leggere, la stessa cosa avviene nei
sili. Le integrazioni devono essere quindi
somministrate a parte.
I MANGIMI COMPLESSI
Il mercato offre una ampia
gamma di possibilita’. I mangimi complessi,
denominati normalmente “composti bilanciati”
o anche “concentrati”, sono miscele di
diversi elementi, di origine vegetale o
animale, formulati e integrati per fare
fronte ai fabbisogni di una determinata
specie animale. Come ben si sa, la quantita’
di mangimi offerta e’ notevolissima, la
pubblicita’ ci tiene ben informati, con
grandi variabili proteiche, vitaminiche ed
altro.
Generalmente hanno una bassa
concentrazione di fibra e valori nutritivi
superiori ai foraggi; per loro
caratteristica dovrebbero essere usati su
animali ad alta produttivita’, sempre come
complemento della razione base, cioe’ il
foraggio.