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IL CARTELLINO E I SUOI MISTERI 

Tutti i mangimi per animali devono per legge essere accompagnati da un cartellino che ne riporti le caratteristiche: componenti, analisi chimiche, integrazioni ed altro ancora se presente.

La lettura del cartellino e’ abbastanza semplice: i componenti sono elencati in ordine decrescente rispetto alla quantita’, l’analisi chimica e’ espressa in percentuale, le integrazioni generalmente in milligrammi oppure in “U.I” - unita’ internazionali, o loro multipli e sottomultipli.

Se e’ semplice la lettura non lo e’ altrettanto l’interpretazione, almeno per i non addetti ai lavori: alcune cose misteriose e sconosciute possono mettere in serio imbarazzo il lettore.

Ecco un piccolo elenco tratto da un gruppo di cartellini scelti a caso:

·       Iodio(ioduro di potassio)

·       Iodio(iodato di calcio anidro)

·       Iodio

·       Iodio protetto 

aggiunto nelle seguenti quantita’:

·       mg   0,012 - mg   2,1 - mg  10 - mg  20 - mg  55 

Evidentemente lo iodio e’ sempre lo stesso, pero’ non possiamo sapere se e’ meglio l’uno o l’altro, queste sono indicazioni che generano solo confusione.

La variabilita’ e’ decisamente grande, come e’ possibile prestare fede a indicazioni cosi’ diverse l’una dall’altra? La scaletta: 0,012 - 2,1 - 10 - 20 - 55  che significato può avere?

Prendiamo il dato “ vitamina A”:

·       U.I.  8.000 - U.I.  10.500 - U.I.  20.000 - U.I.  35.000 - U.I.  37.500 - U.I.  50.000 

Oppure  “vitamina D”:

·       U.I. 1.200 - U.I. 3.000 - U.I. 4.000 - U.I. 6.000 

La vitamina D si forma naturalmente per irradiazione solare su due steroli cutanei e prende il nome di D2 e D3, presiede alla fissazione del calcio e del fosforo nel tessuto osseo. E’ essenziale nella crescita, ma puo’ presentare problematiche nell’animale adulto, soprattutto nello smaltimento dell’eccedenza, per cui attenzione ai sovradosaggi.

Per quanto riguarda il dato “cobalto” vengono indicate queste quantita’ integrative:

·       mg 0.006 - mg 0.4 - mg 0.75 - mg 2 

In sintesi, altre integrazioni relative ad altri minerali:

Ferro            -  da mg 60 a mg 160

Rame            - da mg 8 a mg 30

Manganese       - da mg 50 a mg 100

Zinco             - da mg 100 a mg 200 

Molto spesso nei cartellini incontriamo sigle che non sono comprensibili, ad esempio:

·       C.P.B.  

Il c.p.b. e’ il “concentrato proteico di bietola”, una sorta di liquido denso di colore bruno scuro derivante dall’estrazione dell’acido glutammico. E’ originato sia dalle barbabietole che dalle borlande di distilleria. Da non confondere con il melasso di barbabietola.

Sul melasso una curiosita’, le proteine del melasso di canna (da zucchero), hanno proteina digeribile uguale a zero. Serve solo per migliorare l’appetibilita’ dei sottoprodotti.

·       Contiene B.H.T.  -  B.H.A.  -   ETOSSICHINA  o SANTOQUIN 

Sono antiossidanti, reagiscono con i prodotti di ossidazione del grasso e ne impediscono l’irrancidimento. Alla sigla B.H.T. corrisponde il nome di “butilidrossitoluolo”, mentre B.H.A. significa “butilidrossianisole”. L’ETOSSICHINA ha una formula cosiffatta: “1,2-diidro-6-etoxi-2,2,4 trimetilchinolina”.

La legge impone di dichiararne la quantita’ immesse nel grasso. 

·       Farina di sangue spray 

E’ un sistema di essiccazione del sangue fresco, bovino o suino o altro, che mantiene a buon livello l’efficienza proteica del prodotto finale, cioe’ la farina.

  • Tegumenti d’avena

Il tegumento e’ l’involucro esterno del seme, in pratica e’ crusca d’avena.

Perche’ non chiamarla crusca, non e’ forse piu’ serio?

·       Proteine lorde o brute.

meglio grezze, è più italiano

Altre abbreviazioni non comprensibili:

·       Glut. - Asp. - Len. - Tenil. - Tripl. 

Una cosa sconcertante, e’ che osservando i cartellini, si arriva a scoprire che non esiste un rapporto costante nelle integrazioni, vale a dire che i diversi alimenti composti possono avere, ad esempio, grandi aggiunte di vitamine A e D e poca vitamina E, oppure poco rame e tanto ferro, oppure tanta vitamina D e niente del gruppo B, oppure tutto al contrario.

Due alternative:  o le scuole di pensiero sono molte, e hanno sintetizzato conclusioni molto diverse, oppure le integrazioni sono fatte con molta approssimazione, fidandosi del proverbio che dice: “quel che non ammazza ingrassa”.

Questi sono, purtroppo, esempi presi dalla realta’.

E’ una realta’ nella quale tutti coloro che hanno cavalli si imbattono normalmente, le idee sono confuse ed i pareri sono molti.

In pratica pero’:

·       Cosa si deve dare come alimento?

·       In quale quantita’?

·       Che tipo di integrazione e’ la piu’ idonea

·       In base a quali elementi di giudizio?

·       In funzione di quali reali necessita’ alimentari del cavallo?. 

I cartellini danno solamente indicazioni approssimate, probabilmente non si potra’ fare di meglio, ma rimane comunque un forte dubbio !

ALCUNI CHIARIMENTI ULTERIORI SUI CARTELLINI 

Nei gia’ nominati cartellini ci imbattiamo in frasi del genere:

·       Analisi chimica s.t.q.    

·       Tenori analitici % stq

·       Analisi chim. % t.q. 

Hanno tutte lo stesso significato, vuol dire che l’analisi chimica e’ fatta sulla sostanza cosi’ come si trova, cioe’ allo stato naturale.

Ad esempio, orzo in grani, (ecco la dizione “sul tal quale”, o abbreviazioni varie).

In questo tipo di analisi il primo dato e’: “umidita’ xx%”. Difficilmente supera il 13%.

Se l’analisi viene fatta sulla “sostanza secca”, cioe’ il prodotto privato dell’acqua, presenta ovviamente valori diversi.

Queste analisi sono sempre riferite a “principi nutritivi grezzi”, che necessitano di una spiegazione piu’ approfondita e particolareggiata:

·       Proteine grezze 

Le proteine sono parti degli alimenti che contengono azoto, ed hanno una struttura chimica molto varia e complessa, sono costituite da aminoacidi, che hanno invece una struttura chimica ben definita e costante, e servono per costruire i tessuti, muscoli, pelle, mucose, e per la produzione animale vera e propria, uova,  latte, lana, lavoro, ecc.

Contengono il 16% di azoto detto proteico.

Tutti gli alimenti contengono anche altro azoto, definito organico, per cui i valori relativi all’azoto, ottenuti dall’analisi, sono errati per eccesso, da cui l’attributo “grezzo”. La differenza tra i due tipi di azoto determina la proteina digeribile.

La proteina digeribile, per contro, pur essendo di facile identificazione dal punto di vista matematico, deve essere sempre rapportata al tipo di animale al quale viene somministrata, nel senso che la digeribilita’ e’ variabile a seconda delle specie. Ad esempio, il cavallo metabolizza in modo diverso dal maiale o dal coniglio o dal cane, sono tutti monogastrici ma con caratteristiche completamente diverse.

Ad esempio, per meglio spiegare, Kg 1 di erba che ha proteina grezza = 100 avra’ come proteina digeribile = 80 per il cavallo, ma = 0 per il cane o il gatto o la trota.           

·       Grassi grezzi 

I grassi sono parti degli alimenti solubili in etere, e vengono utilizzati come fonte energetica, l’estrazione eterea porta con se’, oltre ai gliceridi, cioe’ grassi propriamente detti, anche cere, steroli o altro che, pur essendo utili per altri motivi, non hanno potere nutritivo.

·       Fibra grezza 

E' un termine nebuloso che trae in inganno con molta facilita’.Sovente si sente dire: “e’ un fieno a fibra lunga” oppure “il fieno in pellets (cilindretti, o cubetti molto compressi) ha la fibra corta”.

Questa terminologia, esatta dal punto di vista del linguaggio italiano, indica uno stato fisico del fieno, ma non e’ riferibile al significato del termine “fibra grezza” riportata dal cartellino.

I carboidrati, composti di carbonio, idrogeno e ossigeno, usati nell’organismo con funzioni essenzialmente energetiche, sono stati divisi in due gruppi in base alla solubilita’ o meno in soluzioni chimiche.

Il primo gruppo formato da cellulosa, emicellulosa, lignina, parte dei pentosani, gomme e altro di minore importanza, e’ stato chiamato “fibra grezza”; l’altro gruppo, amidi, zuccheri, acidi grassi, e altro, porta il nome di “estrattivi inazotati”.

Ad esempio, la farina di estrazione, quello che rimane dopo aver estratto l’olio ed essicato il resto, ha una quantita’ di fibra molto diversa a seconda dell'elemento, ad esempio il cotone ha fibre pari a pari g/Kg 750, il colza g/Kg 120 e l’arachide solo g/Kg 50. Ad un esame visivo, non sono riscontrabili differenze sostanziali.

Un dato che si legge spesso sui cartellini e’ l’indicazione della “cellulosa grezza”, in realta’ non ha molto significato, in considerazione del fatto che e’ solo una parte della fibra grezza, e comunque non un vero fattore nutrizionale, meglio non usarlo.

·       Estrattivi inazotati 

e’ l’altro gruppo di suddivisione dei carboidrati,  comprende amidi, zuccheri, ed altre sostanze. La percentuale si ottiene togliendo da 100 la somma delle altre componenti in percentuale: proteina, grassi, fibra, ecc.

·       Ceneri 

e’ quanto rimane di un alimento portato a una temperatura di 600°, in grado cioe’ di bruciare il carbonio. Sono in pratica i contenuti minerali.

L’uso del termine ceneri grezze e’ improprio.

A proposito di minerali, e’ opportuno aggiungere che:

i composti minerali che sono stati ammessi all’uso alimentare zootecnico sono i seguenti:

·       Potassio    : ioduro, iodato

·       Sodio         : cloruro, bicarbonato, molibdato, fosfato, solfato

·       Magnesio  : carbonato, ossido, solfato

·       Manganese : acetato, carbonato, cloruro, citrato, biossido, gluconato, ossido, solfato fosfato

·       Zinco            : acetato, carbonato, cloruro, ossido, solfato

·       Ferro            : citrato-ammonio, carbonato, cloruro, gluconato, ossido, fosfato, solfato

·       Calcio          : carbonato, gluconato, iodato, fosfato, solfato

·       Fosforo        : fosfato di calcio, fosfato di sodio

·       Zinco            : acetato, carbonato, cloruro, ossido, solfato

UNIFORMITA’ DEI CARTELLINI

Sarebbe auspicabile uniformare i cartellini, questo per dare a tutti la possibilita’ di arrivare a comprendere; questo e’ un modello:

ANALISI CHIMICA : (senza frasi sibilline o sigle o abbreviazioni o fronzoli inutili)

·       umidita’  %                   ( se e’ indicata, l’analisi e’ sul “tal quale” in caso contrario e’ sulla “sostanza secca”)                                                             

·       proteina grezza %

·       lipidi grezzi %                 ( anche grassi grezzi)

·       fibra grezza %

·       estrattivi inazotati %

·       ceneri % 

Questa analisi consente di capire, nei limiti ovviamente, di cosa si tratta e da’, se non altro, una informazione di base chiara e uniforme.

ALTRE INFORMAZIONI DAL CARTELLINO 

Gli ulteriori dati del cartellino dovrebbero chiarire meglio e far comprendere all’utilizzatore i reali contenuti dell’alimento esaminato.

I componenti dovrebbero essere indicati anche come quantita’ e non solo come puro e semplice elenco, questo per poter capire cosa noi somministriamo ai nostri cavalli, ed anche come spendiamo i nostro soldi.

Come si e’ detto piu’ sopra, i componenti sono elencati in ordine decrescente rispetto alla quantita’. I mangimi complessi possono essere composti in modi diversi ad esempio:

Prima voce:

avena integrale pellettata

farina di orzo integrale

avena

avena macinata

crusca di frumento tenero

avena precotta p.e.s.  ( particolare sistema di cottura )

semi oleosi

cereali in grani

cruschello di frumento

fiocco di avena decorticato 

Seconda voce:

farina di granturco

prodotti e sottoprodotti di semi di leguminose

mais precotto p.e.s.

foraggi essicati

orzo macinato

granturco fioccato

erba medica pellettata

farina di estrazione di soia tostata

crusca di frumento tenero e duro 

Terza voce:                           

orzo cotto

granturco macinato

farina di mais farinoso giallo

farina di estrazione di soia tostata

avena macinata

orzo precotto p.e.s.

polpe essicate di bietola da zucchero

prodotti e sottoprodotti di cereali in grani

prodotti e sottoprodotti della lavorazione della frutta

melassa di canna da zucchero 

Quest’elenco e’ piu’ che sufficiente per dare indicazione di quanti elementi possano intervenire nelle diverse miscele; ve ne sono alcune con 10 e piu’ voci.

E’ fuori da ogni dubbio che le formulazioni siano fatte da esperti.

Ma e’ altrettanto vero che un elenco cosi’ fatto:

1 - avena macinata

2 - orzo macinato

3 - granturco macinato 

sia  sicuramente piu’ allettante di questo:

1 - cruschello di frumento

2 - foraggi essicati

3 - prodotti e sottoprodotti di cereali in grani 

molto probabilmente i livelli quantitativi di proteine grezze, grassi grezzi, e tutto il resto, sono ottimali, o anche maggiori; quello che piu’ preoccupa e’ la qualita’ del sottoprodotto ed il suo grado di inquinamento.

Se la terza voce e’ , ad esempio, “melasso di canna”, probabilmente l’appetibilita’ della miscela e’ molto bassa, il che significa livello scadente dei componenti che devono essere obbligatoriamente integrati da melasso per essere più appetiti. Da notare che il contenuto proteico del melasso di canna e uguale a "0".

Trovare al secondo posto la voce “foraggi essicati” significa un grosso contenuto di paglia e/o fieno nel mangime; i foraggi vengono  somministrati direttamente, non vi e’ alcun motivo di inserirli nel mangime.

Se al primo posto troviamo “cruschello di frumento”, e’ bene sapere che proviene dalle lavorazioni di estrazione della farina, ed e’ costituito da scagliette piccole ed in parte polverizzate  contenenti molto amido, molto di fosforo e poco calcio.

Le crusche si prestano, pero’, a facili sofisticazioni: loppe di cereali, lolle di riso, gusci di arachide, segatura di legno, anche sabbia o creta e qualsiasi altro sottoprodotto dell'industria.

Se al primo posto troviamo questa voce, il resto come sara’? 

Imparando a leggere il cartellino si possono avere orientamenti piu’ precisi sulla qualita’ degli alimenti che offriamo ai nostri cavalli; e’ bene, in ogni caso, cercare  miscele semplici con pochi prodotti possibilmente non di scarto.

Altre voci sono decisamente poco comprensibili:

·       lignosolfito o lignosulfonato 

Deriva dalla lavorazione del legno, in particolare dalla pasta di carta. Serve come agglomerante nei mangimi pellettati.

·       lieviti di torula 

Sono lieviti che si differenziano dai lieviti propriamente detti in quanto non determinano fermentazione di tipo alcoolico. Si ottengono facendo fermentare qualsiasi cosa: melasso, zuccheri del legno, liscivie bisolfitiche, borlande di distilleria, siero di latte, soprattutto residui di lavorazione della cellulosa.

·       etossichina 

E' un antiossidante al pari del B.H.T.Una cosa curiosa e’ che la legge non consente la somministrazione di mangimi che ne contengano piu’ di g 150 per tonnellata. In pratica si puo’ usare una dose maggiore, la legge non lo vieta, ne vieta l’uso.

Queste voci, legalissime peraltro, possono sollevare dubbi ed interrogativi,

·       carbonato di calcio da roccie calciche macinate

·       calcio lattato

·       fosfato bicalcico biidrato precipitato

·       idrogenofosfato di calcio

·       fosfato monocalcico 

perche’ bicalcico o monocalcico o biidrato o solo macinato di rocce? 

Anche questa:

·       bentonite sodica 

E' un’argilla di origine vulcanica con composizione alquanto variabile, e’ in grado di assorbire le tossine nell’ultimo tratto intestinale; diventa pericolosa in caso di avitaminosi conclamata.

La legge ne vieta l’uso nei mangimi destinati alla vendita. 

L’ULTIMA PARTE DEL CARTELLINO 

Le indicazioni all’uso:

Anche in questo caso non vengono date indicazioni precise ma con approssimazioni del 50%, esempio:

·       da Kg 1 a Kg 1,5 ogni quintale di peso vivo

·       dallo 0,5% al 1% del peso vivo

·       sostituzione parziale o totale dell’avena 

Altri danno, al contrario, indicazioni molto precise, dividendo pesi ed eta’.

Molto spesso però lo stesso mangime viene utilizzato per puledri, cavalli in lavoro, fattrici e stalloni, mentre i fabbisogni vitaminici e minerali sono completamente diversi gli uni dagli altri e non possono essere soddisfatti semplicemente modificando le quantita’ di alimento.