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RAZIONAMENTO E FABBISOGNI 

Stabilire a priori un razionamento senza conoscere i parametri di riferimento, lavoro, età, peso, ecc., non è assolutamente possibile, avere queste informazioni per costruire un programma alimentare è fondamentale, anche perchè, essendo un programma dinamico, varia in funzione della variazione dei fattori che lo compongono, e deve essere organizzato in base ad un obbiettivo che deve essere raggiunto. Ad esempio, il peso ottimale che viene stabilito dall’alimentarista con valutazioni complessive ben precise, sarà in funzione di un’attività’ sportiva determinata, oppure funzionale ad una crescita ponderale del puledro nel rispetto della crescita fisiologica delle ossa e delle cartilagini, o ad una gravidanza o altro ancora. Un programma alimentare deve tener presente parametri molto precisi; sono parametri dinamici ripeto, che si modificano continuamente e che, a loro volta, generano varianti nell’alimentazione.

Essi sono:

Individuali genetici 

·       peso

·       razza

·       età

·       sesso 

Individuali fisiologici 

·       accrescimento

·       gravidanza

·       stato di salute generale 

Individuali esterni 

·       lavoro 

Esterni 

·       clima 

Per ciascuno dei parametri elencati, e’ necessario determinare i fabbisogni relativi; oggi possediamo riferimenti sicuri, almeno per una parte di essi, derivanti da sperimentazioni fatte su di un elevato numero di soggetti che permettono un grado di precisione molto accurato.

Sono i seguenti:

·       energia complessiva

·       proteina grezza

·       carboidrati e fibre

·       lipidi

·       vitamine liposolubili A,D,E,K,F

·       calcio

·       fosforo

·       magnesio

·       cloro

·       sodio

·       potassio

·       ferro

·       rame

·       zinco

·       manganese

·       selenio

·       zolfo

·       cobalto

·       iodio

·       vitamine idrosolubili gruppo B, H, PP

·       aminoacidi principali

·       acqua 

I fabbisogni relativi, che derivano dall’analisi di centinaia di migliaia di soggetti, sono stati raccolti e coordinati in banche dati. Alcune Università, Carolina del sud, Kentucky, ed altre in tutto il mondo, le hanno create e le mantengono costantemente aggiornate. L’analisi di queste informazioni rende possibile, oggi, la determinazione dei reali fabbisogni dei cavalli, siano essi galoppatori, trottatori, cavalli da salto, da Dressage, fattrici, puledri e cosi’ via. Man mano che la sperimentazione prosegue, si vanno determinando anche i fabbisogni relativi a minerali meno conosciuti, come oro, argento, alluminio, piombo ecc. La zootecnia, ha oggi raggiunto livelli di perfezionamento molto alti, infatti, per quanto riguarda gli animali da reddito, bovini, suini, volatili, ecc., la tecnica alimentare e’ molto avanzata, il dietologo-alimentarista e’ in grado di far raggiungere i massimi livelli di produzione utilizzando alimenti diversi. L’alimentazione, riconosciuta ormai come fondamentale pilastro delle alte produzioni, e’ una scienza, e nulla e’ lasciato al caso.

Nel mondo del cavallo le cose non sono cosi’ semplici.

In linea di massima il cavallo non entra a far parte degli animali allevati come pura e semplice produzione zootecnica, nel senso che non viene collocato allo stesso modo del bovino, del suino o dell'ovino. Se pensiamo ad un cavallo, lo immaginiamo come ardente destriero e non certo come produttore di latte o, ohime’, di altro. Non collocandosi come animale da reddito, non rientra nei canoni tradizionali dell’allevamento. La fantasia sostituisce la tecnica, e le emozioni dell’uomo, passione, estetica, soddisfazione, amore, anche presunzione, conducono la vita del cavallo.

Non sempre, pero’, ciò e’ bene ! 

Le esperienze maturate in anni ed anni di vicinanza e di conoscenza stretta del cavallo, non sono assolutamente da mettere in discussione; chi ha convissuto per una vita con questo animale, ha ormai ben poco da imparare. La tecnologia moderna ha fatto, pero’,  passi da gigante, lo verifichiamo nell’uomo, che oggi dispone, ad esempio, di una tecnica medica inimmaginabile solo 25 anni fa. Quindi, ove e’ possibile, contribuire vantaggiosamente al miglioramento e al buon mantenimento del cavallo, è una cosa decisamente ben fatta. L’allevatore che si dedica alla produzione zootecnica propriamente detta, bovini da latte ad esempio, oggi si avvale esclusivamente di tecnici alimentaristi per determinare il regime alimentare dei propri animali; questo lo fa nonostante provenga da esperienze anche di molte generazioni.

Una razione per un animale da reddito, fa fronte ai seguenti costituenti:

mantenimento

stare in piedi

alzarsi e coricarsi

spostarsi

assumere e masticare l’alimento

digerire l’alimento stesso

assorbire e assimilare i principi nutritivi

produzione

crescita

gravidanza

latte

lavoro

lana, uova, piume, ecc.

Questi sono i parametri di riferimento per la determinazione della razione. Il cavallo presenta un importantissimo elemento in più: la “performance sportiva”. E’ questo elemento che necessita di attenzioni particolari; se non e’ ben valutato, l'errore farà ingrassare o dimagrire, correre più piano, saltare poco o perdere energia dopo il primo giorno di gara. Per lo sportivo professionista, tennista, ciclista, calciatore, ci si avvale sempre del dietologo per migliorare le prestazioni, i risultati raggiunti oggi sono da attribuire, in buona parte, ad una corretta alimentazione. Per il cavallo e’ la stessa cosa, se lo vogliamo avere in perfetta forma e’ necessario l’intervento di un esperto. L’alimentazione deve essere adatta al tipo di attività sportiva che viene praticata, per il cavallo da trotto o da galoppo o da salto e’ necessario fornire energia che verrà utilizzata in un tempo brevissimo, pochi minuti, ossidazione anaerobica quindi, grande consumo di glicogeno, e accumulo di acido lattico che i muscoli devono essere in grado di smaltire rapidamente. Il cavallo da Dressage, facendo un lavoro diverso, con ossidazione aerobica, puo’ utilizzare i grassi per avere energia, quindi puo’ “essere fasciato” di più, non troppo, pero’ ! Il cavallo sportivo NON deve essere grasso; al pari dell’uomo. Un tennista non sarà mai grasso, eppure e’ in grado di sostenere partite lunghissime con sforzi muscolari notevolissimi. Il puledro troppo grasso avrà, da adulto, problemi alle articolazioni nell’attività sportiva futura. Eppure tutti sostengono che il cavallo deve “pagare l’occhio” come si dice in gergo, non deve avere la “riga della fame”, e soprattutto deve essere ben pieno nella zona sopra la grassella, alla fine della pancia per intenderci. In realtà quella zona, che spesso si presenta con un incavo anche marcato, non dipende dall’alimentazione, ma al lavoro, infatti un cavallo poco muscolato, non allenato, vede diminuire naturalmente le proprie masse muscolari, più erano sviluppate e più diminuiscono.