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CONCETTI GENERALI

Il cavallo e’ un monogastrico erbivoro, vale a dire che si nutre principalmente di erba piu' o meno secca, che assume in piccole quantità nell’arco della giornata. L’apparato digerente e’ in grado di metabolizzare i vegetali trasformando la “fibra grezza”, insieme di idrati di carbonio e di altri composti (cellulosa, pentosani, lignina), in sostanza digeribile. L’animale in natura si muove continuamente alla ricerca di ciò che gli e’ più gradito, non disdegna tuberi o radici o cortecce, il tutto in funzione della copertura dei fabbisogni guidato dalla fame specifica, istinto naturale che spinge il cavallo a trovare vegetali ricchi di uno particolare elemento di cui e’ carente. Peculiare e’ il grande intestino, detto fermentatore, lungo 30 e più metri, vera e propria officina di demolizione enzimatica delle molecole vegetali complesse. Lo stomaco, al contrario, e’ molto piccolo rispetto alla mole dell’animale, vuoto e’ circa 2 litri,  in grado comunque di dilatarsi, adatto ad un pascolatore che impiega molte ore del giorno per nutrirsi. Molto grande e’ la produzione di saliva, anche Kg 8 in un’ora e fino a Kg 40 al giorno, che ha una funzione di diluizione e di ammorbidimento dei cibi; poiché contiene pochissima ptialina, non ha attività digestiva diretta, in particolare nei confronti degli zuccheri e degli amidi.

La velocità di transito degli alimenti è diversa l’una dall’altra, e va considerata nella somministrazione dei cibi. Se le quantità sono elevate e divise solamente in 1 o 2 pasti giornalieri, possono insorgere problemi anche gravi. I fieni necessitano di tempi maggiori rispetto alle granaglie, per cui e’ buona norma non somministrarli assieme. Da qui la necessita’ di frazionare al massimo i pasti: per un cavallo sottoposto a sforzi notevoli, sono raccomandabili 5 o più suddivisioni nell’arco della giornata.

L’erba ingerita compie un lungo cammino all’interno dell’intestino, impiega anche 5 giorni prima di essere espulsa, e man mano rilascia la sostanza attiva e l’energia di cui dispone. La microflora intestinale provvede alla disgregazione delle pareti cellulari dei tessuti vegetali rendendo disponibili proteine ed estrattivi inazotati contenuti all’interno delle cellule stesse. La fermentazione batterica della fibra da luogo alla produzione di gas, metano e anidride carbonica, che vengono espulsi, e di acidi grassi volatili, propionico, butirrico, acetico, che vengono immediatamente ossidati dall’organismo.

Questo tipo di metabolismo viene messo in crisi nel momento in cui l’uomo crea conflitti nell’alimentazione, ad esempio:

poca fibra grezza    >  distruzione della flora batterica intestinale, poca energia                                

troppa proteina       >  superlavoro degli enzimi intestinali, pancia gonfia,  magrezza ·  

cibi troppo molli      >  problemi di assesto delle tavole dentarie e crescita anomala dei denti

sovralimentazione   >  crescita anomala del puledro e adipe eccessivo nell’adulto