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GENERALITA’ SUI SALI MINERALI E SUGLI
OLIGOELEMENTI
Sempre più si va
chiarendo l’importanza degli
oligoelementi nella vita dell’uomo,
degli animali e delle piante. Queste
sostanze sono presenti in piccolissime
quantità, ma sono indispensabili per il
verificarsi di eventi chimici
fondamentali in tutti gli organismi.
I vegetali sono in grado
di ricavare direttamente dal suolo i
sali minerali necessari. Con l’energia
solare, l’aria e l’acqua essi sono
autosufficienti, naturalmente in
relazione alla natura dei terreni, che
possono presentare carenze o eccessi
anche di grande entità.
Gli animali non sono in
grado di fare la stessa cosa, devono
dipendere da altre specie, vegetali o
animali che siano, nutrendosi e
approvvigionandosi in base alle necessita’ ed al tipo di alimentazione
a loro più congeniale: monogastrici
carnivori, monogastrici erbivori, onnivori, poligastrici.
Uomo, animale e vegetale
sono strettamente collegati tra loro, la
catena alimentare, e assolutamente
dipendenti l’uno dagli altri. In ogni
caso, pero’, tutti fanno capo alla terra
e alla buona qualità di questa. L’indebolimento dei
terreni, in ragione soprattutto degli
apporti chimici, (concimazione azotata
o ammoniacale, monocolture senza più
rotazioni agricole, diserbi, la
distruzione sistematica di tutto ciò di
organico che dovrebbe essere
reintrodotto nel ciclo naturale della
terra, ed altro ancora), generano
squilibrio. Un humus squilibrato
produce alimenti con carenze o eccessi,
in particolare di oligoelementi.
Oggi i foraggi e le
granaglie, contengono pochissimi
oligoelementi rispetto a 50 anni fà, al
punto che e’ ormai indispensabile
ricorrere ad apporti esterni. Attenzione, pero’, il
tutto va dosato accuratamente, ogni
elemento puo’ avere degli “antagonisti”,
che vanno tenuti nella massima
considerazione.
Alcuni esempi:
il rame e’ fondamentale
in quanto agente anti-infettivo, ma il
molibdeno, in quantità eccessiva, rende
il rame non utilizzabile.
Le concimazioni azotate
portano alla distruzione del rame nei
terreni.
Le concimazioni
ammoniacali, allo stesso modo, generano
carenze, le potassiche sono antagoniste
del magnesio.
Rame e magnesio agiscono
in parallelo.
Se manca selenio
compaiono malattie muscolari,
soprattutto in concomitanza con
deficienza di vitamina E.
E così via ...
Purtroppo l’uomo moderno
si nutre con alimenti derivanti da
coltivazioni ed allevamenti basati sulla
chimica; solamente un uso corretto degli
oligoelementi potrà emendare i danni
causati da nutrimento non bilanciato. Oligoelementi, vitamine,
enzimi, sono tutti elementi
indispensabili, ciascuno strettamente
concatenato e dipendente dagli altri;
carenze o eccessi, a lungo andare,
creano scompensi e disfunzioni, dapprima
latenti per poi esplodere in tutta la
loro gravita’.
Una carenza di un
oligoelemento non si manifesta in modo
eclatante, lo stato morboso non e’
sempre palese, ma interviene nella
diminuzione delle difese immunitarie,
indebolendo l’organismo e mettendolo a
disposizione degli agenti aggressivi
esterni.
Un concetto importante da
chiarire e’ che i tessuti viventi non
sono dei semplici scambiatori, nel senso
che non usano tutto cio’ che ricevono
cosi’ come gli viene fornito, sono
invece dei radicali trasformatori. Ad esempio, sufficiente
presenza di calcio nell’alimentazione ma
assenza di vitamina D crea ugualmente
decalcificazione, ovvero il calcio e’
presente, ma non puo’ essere utilizzato,
(sinergia tra minerale e vitamina). In modo analogo i
coenzimi lavorano con gli oligoelementi,
metalli o metalloidi, e formano
simbiosi essenziali.
Spesso la semplice
somministrazione di composti minerali
non ottiene, pero’, i risultati sperati,
a meno di non fornirne dosi massicce. Se
il minerale viene prima trasformato da
un vegetale si ottengono invece
risultati incredibili.
Questo e’ un concetto
molto importante!
Sperimentazioni condotte
in tal senso hanno confermato questa
tesi, ed e’ stato riscontrato che
solamente dopo la trasformazione dovuta
alla “sintesi clorofilliana”, il
minerale non solo e’ stato perfettamente
metabolizzato, ma ha iniziato a produrre
risultati. La ragione e’ questa:
l’oligoelemento, per essere attivo, deve
essere incluso in una molecola organica,
cio’ gli consente di espletare tutte le
sue funzioni.
Ma in particolari
situazioni si possono comunque ottenete
notevoli risultati con oligoelementi
sotto forma di gluconati o lattati o
solfati o cloruri, a seconda dei casi o
delle necessita’.
Alla base sta
l’arricchimento della flora batterica
intestinale, naturalmente con
particolari accorgimenti e dosaggi. I
risultati sono fantastici, e si supera,
quasi in toto, il problema delle carenze
o degli eccessi.
GLI OLIGOELEMENTI
Gli oligoelementi sono
molti, e spesso si conoscono solamente
alcune delle loro caratteristiche;
vedremo ora quelli che sono piu’
conosciuti e studiati. Verranno evidenziate
soprattutto le carenze di ciascuno, che
e’ il caso piu’ frequente; per quanto
riguarda gli eccessi, ad esempio il
ferro nei fieni italiani, non e’ tanto
importante l’eccedenza quanto e’, nel
complesso, il rapporto con gli altri
minerali, ovviamente il tutto entro
certi limiti. Ferro, rame e zinco
devono essere tra loro bilanciati in
modo molto preciso, ad esempio con un
rapporto 2 - 1,5 - 1. Se la razione
presenta un’eccedenza di ferro, 300%,
sara’ necessario fare in modo che gli
apporti di rame e zinco siano molto
vicini al 300% e al 100% , se il
rapporto si altera, ad esempio 6 - 0.5 -
0.1, non va bene. Questo, pero’, non vale
per tutti, alcuni possono avere
solamente scostamenti minimi, altri sono
modulati da aminoacidi che ne mantengono
il livello costante, altri ancora si
comportano in modo completamente
diverso.
ZINCO (Zn)
Carenze di questo
elemento sono state riscontrate nelle
colture estensive, con grande diffusione
in tutta l’Europa, dei vegetali
superiori. Questa carenza si ritrova,
ovviamente, negli animali e nell’uomo.
Alcuni effetti:
·
perdita
di peso
·
caduta
del pelo
·
squilibrio del metabolismo degli
zuccheri
·
diminuzione della catalisi nel fegato e
nel rene ( e’ una funzione chimica
particolare, dimostra, in ogni caso, che
lo zinco ha un ruolo importante)
·
si
ritiene che abbia un ruolo determinante
nello sviluppo del feto
RAME (Cu)
Carenze di rame, dovute a
massicce concimazioni azotate, sono
state verificate in moltissimi animali.
Interviene nei processi respiratori
della cellula. E’ un potenziatore delle
difese naturali anti-infettive ed
anti-infiammatorie.
Alcuni effetti
·
anemia,
anche con un livello di ferro normale
·
fenomeni di rachitismo, pur essendo
normalmente presenti calcio, fosforo,
magnesio e silicio
·
disturbi nervosi nei giovani animali
MANGANESE (Mn)
Carenza di manganese
favorisce l’insorgere dell’artritismo.
Alcuni effetti
·
ritardo
nella cicatrizzazione delle ferite
·
degenerazione dell’unghia e del pelo
·
astenia
o diminuzione del rendimento
·
dolori
articolari di tipo artritico
COBALTO (Co)
Elemento indispensabile
per gli animali, interviene sulla
fecondita’
Alcuni effetti in caso di carenza
·
anemia
·
dimagramento
·
scarsa
fecondita’
·
arteriti agli arti
La molecola della
vitamina B12 contiene cobalto ed e’
strettamente legata a quest’ultimo.
La vitamina B12 sintetica
nasce da una trasformazione del cobalto.
NICHEL (Ni)
Poco studiato e quindi
poco conosciuto, usato in consociazione
con zinco e cobalto, con i quali e’
molto affine come biocatalizzatore.
Questa consociazione e’
indicata nella regolazione del tasso di
zucchero nel sangue, ed anche nelle
malattie della pelle e del pelo.
Nichel e cobalto in
sinergia combattono gli squilibri di
secrezione pancreatica.
MAGNESIO (Mg)
Carenze di magnesio,
derivanti purtroppo dall’uso aberrante
delle concimazioni chimiche, generano
tetanie da pascolo.
Nell’uomo e nell’animale,
oltre a quanto detto sopra, ha
conseguenze su tutti gli apparati, dal
sistema articolare a quello cutaneo, dal
sistema endocrino all’apparato
respiratorio, e molto altro ancora.
ZOLFO (S)
Metalloide, indispensabile per gli
animali, meglio, indispensabile per la
vita
E’ elemento attivo di due
aminoacidi, cisteina e metionina, della
vitamina B1, dell’insulina e
dell’eparina.
Ha un ruolo antitossico,
con il fluoro e’ un antireumatico,
disinfettante del tubo digerente,
indicato nell’arteriosclerosi, combatte
i disturbi nutrizionali dei tessuti
tendinei e cartilaginei, bronchiti
croniche, malattie della pelle, frena il
decadimento e conserva l’elasticita’ dei
tessuti.
E’ importante la
sinergia con il manganese negli stati
artrosici.
FERRO (Fe)
Ha un ruolo molto
importante nell’economia vegetale e
animale. Nell’organismo, serve come
veicolatore dell’ossigeno e nei processi
di ossiriduzione.
Carenze generano anemia,
che puo’ essere derivante anche da una
disfunzione del metabolismo del rame.
MOLIBDENO ( Mo )
Se viene a mancare le
piante presentano disturbi
nell’accrescimento. Il molibdeno e’
sempre presente anche negli animali e
nell’uomo. E’ un antagonista del rame,
ed in eccesso provoca problemi negli
animali, in particolare li rende piu’
vulnerabili alle fratture degli arti.
La metionina e’ in grado
di inibire l’eccesso di molibdeno e
quindi la perturbazione del metabolismo
del rame.
Carenze di molibdeno non
sono mai state segnalate negli animali o
nell’uomo. Nelle piante, quando il
terreno e’ carente, vi sono molti
problemi: mancanza di accrescimento, di
fioritura, di fruttificazione, atrofie.
Per contro, se nella
pianta vi e’ un eccesso di molibdeno, e’
l’animale che ne soffre. Questo studio
andrebbe approfondito.
SELENIO ( Se )
Metalloide, in linea di
massima le carenze di selenio si
accompagnano a carenze di rame o
cobalto; provocano atrofie muscolari,
gli animali non crescono. E’
strettamente legato all’attivita’ della
vitamina E, esercitando un’azione di
risparmio. Giova in casi di
affaticamento, dimagramento, sforzi
intensi, malattie gravi o infettive.
Utilissimo ai riproduttori, soprattutto
maschi.
Ha azione attivatrice di
enzimi molto importanti per la vita, in
particolare nei confronti dei radicali
liberi.
SILICIO ( Si )
E’ un costituente
minerale della materia vivente, utile
nel trattamento preventivo
dell’invecchiamento. Esercita un’azione
protettiva su tutte le cellule e contro
la sclerosi del tessuto
reticolo-endoteliale, elemento
fondamentale del tessuto connettivo,
radice della vita.
Gli erbivori che si
nutrono di “equisetum”, o coda di
cavallo, sono abbondantemente coperti
rispetto a questo elemento.
IODIO ( I )
Metalloide, quindi non
metallo, elemento regolatore della
tiroide, aiuta la crescita dell’unghia e
del pelo e altro ancora.
LITIO ( Li )
Poco studiato, sarebbe
legato al sistema nervoso.
Altri dagli effetti meno
conosciuti e studiati:
MERCURIO, PIOMBO,
ALLUMINIO, BISMUTO, FLUORO, VANADIO,
ORO, ARGENTO, ARSENICO, CESIO, STAGNO,
RUBIDIO, TITANIO, BORO, CADMIO, ed
altri.
Rapidamente sono stati
passati in rassegna gli oligoelementi
che intervengono negli equilibri dell'
organismi.
Calcio, potassio e
fosforo, detti “biogeni principali”,
sono stati volutamente ignorati. Non
certo perche’ non importanti, ma perche’
non rappresentano fisiologicamente un
oligoelemento ed hanno un capitolo a
loro riservato.
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